Tecnologia · Accumulo

Come funziona una batteria per fotovoltaico

Una batteria sposta verso la sera l’energia che i moduli producono di giorno. Quanto ne sposta dipende da due limiti diversi, capacità e potenza, e da come è collegata all’impianto. Qui la spieghiamo tecnicamente; se vuoi capire se conviene a te, c’è la pagina dedicata.

Giornata tipo di un impianto fotovoltaico residenziale Senza batteria: di giorno l’energia in eccesso va in rete, la sera si preleva dalla rete. 00:0006:0012:0018:0024:00 produzione consumi
  • Autoconsumo diretto
  • Carica della batteria
  • Scarica della batteria
  • Immissione in rete
  • Prelievo dalla rete

Senza batteria, di giorno l’energia che non usi va in rete. La sera, quando consumi di più, la prendi dalla rete.

Andamento qualitativo, unità arbitrarie. La forma delle curve cambia con stagione, famiglia e impianto: per il tuo caso serve una simulazione sui tuoi consumi.

Due numeri

Capacità e potenza: non sono la stessa cosa

Nelle offerte si legge quasi sempre un solo numero, i kWh. Ma una batteria ha due limiti diversi, e servono entrambi per capire se va bene per un impianto.

Capacità · kWh

Quanta energia contiene

È il “serbatoio”. Decide per quante ore la batteria copre i consumi della sera.

Serve capacità per luci, TV, frigorifero e piccoli carichi per tutta la serata.

Potenza · kW

Quanta ne eroga alla volta

È il “rubinetto”. Decide quanti apparecchi insieme la batteria riesce ad alimentare.

Serve potenza quando forno e piastra a induzione lavorano insieme all’ora di cena.

Come si collega

In continua o in alternata

La batteria non si collega direttamente ai moduli: passa sempre da un convertitore. Dove sta quel convertitore cambia lo schema dell’impianto.

MODULI BATTERIA INVERTERIBRIDO CASA · RETE
In continua. Un solo inverter ibrido gestisce moduli e batteria. È lo schema tipico di un impianto nuovo con accumulo.
MODULI INVERTER BATTERIA CONV. CASA · RETE
In alternata. La batteria ha un proprio convertitore e si collega a valle dell’inverter esistente. Si incontra quando si aggiunge un accumulo a un impianto già installato.

corrente continuacorrente alternataSchemi illustrativi, senza protezioni e quadri.

La scheda tecnica

Cosa leggere prima di scegliere una batteria

Un ciclo è una carica e una scarica complete, o l’equivalente sommando più cariche parziali. Una batteria domestica ne fa circa uno al giorno nei mesi di sole, meno d’inverno.

La durata si legge in tre modi, e conviene guardarli tutti: anni di garanzia, numero di cicli garantiti, energia totale che la batteria può erogare. Contano anche la profondità di scarica ammessa e la temperatura del locale.

Capacità nominale
I kWh dichiarati. Non sempre sono tutti utilizzabili.
Capacità utilizzabile
La parte che si può davvero scaricare, al netto dei margini di protezione.
Potenza continua
Quanti kW la batteria eroga a lungo. Decide quanti apparecchi insieme copre.
Potenza di picco
Quanta ne eroga per pochi secondi, per gli spunti di motori e compressori.
Profondità di scarica
Fino a che punto si può svuotare senza accorciarne la vita.
Cicli ed energia garantiti
Quante cariche complete, o quanti kWh in totale, copre la garanzia.
Temperatura di esercizio
L’intervallo in cui lavora bene: per questo il locale conta.

Cosa installiamo

Batterie Dyness, inverter ibridi Solis

Lavoriamo con batterie Dyness e inverter ibridi Solis: per la casa i modelli Dyness DLC 5.0 Pro e PowerBox G2, per le aziende i sistemi di accumulo BESS Dyness. Le batterie hanno 10 anni di garanzia. Modello e taglia li scegliamo sui consumi serali e sull’impianto, non sul catalogo; nel preventivo trovi la scheda tecnica e le condizioni di garanzia del modello proposto.

Se la batteria si aggiunge a un impianto esistente, va comunicata al distributore e registrata su Gaudì: come gestiamo le pratiche di connessione.

Inverter ibrido bianco con display acceso e quadro elettrico a parete; sotto, a pavimento, una batteria di accumulo con logo luminoso, collegati da canaline bianche
Inverter ibrido Solis con batteria di accumulo Dyness a pavimento, in un locale tecnico.
Vista dal drone di una villetta con impianto fotovoltaico su tetto in coppi

Un impianto che abbiamo realizzato

8,16 kWp
17 moduli da 480 W
10,24 kWh
accumulo installato

La scheda dell’impianto

Domande tecniche

Quello che ci chiedono sulle batterie

Che differenza c’è tra capacità nominale e utilizzabile?

La capacità nominale è quella della batteria nel suo insieme; quella utilizzabile è la parte che il sistema lascia davvero scaricare, per proteggere le celle. Per dimensionare conta la seconda: se la scheda tecnica non la indica chiaramente, chiediamo il dato al produttore.

Cosa vuol dire accoppiamento in continua o in alternata?

In continua la batteria è collegata all’inverter ibrido, che gestisce insieme moduli e accumulo. In alternata la batteria ha un proprio convertitore e si collega all’impianto elettrico di casa, a valle dell’inverter dei moduli. Il primo schema è il più comune sugli impianti nuovi; il secondo si incontra quando si aggiunge un accumulo a un impianto esistente.

Perché conta la temperatura del locale?

Le batterie al litio lavorano bene in un intervallo di temperatura preciso, indicato dal produttore. Troppo caldo o troppo freddo riducono prestazioni e durata. Per questo si installano in locali riparati, lontano da sole diretto e fonti di calore.

Una batteria più grande è sempre meglio?

No. Una batteria si riempie solo con l’energia che avanza di giorno: se l’impianto è piccolo o i consumi serali sono bassi, la capacità in più resta inutilizzata. Si dimensiona sui consumi serali e sull’eccedenza, non sul catalogo.

Ti chiedi se la batteria conviene a te, o se si può aggiungere all’impianto che hai? Ne parliamo nella pagina batteria per la casa e nella guida batteria sì o no.

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Dalla tecnica alla scelta

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Telefono
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Via Vicari 40, Canicattì (AG)
Inverter bianco montato a parete con cavi solari rossi e neri in canalina, accanto al quadro elettrico di protezione